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IL VERO CONFLITTO NON È TRA DUE PERSONE: È TRA DUE MINACCE INTERNE

Valore - Amore - Potere, le tre aree sensibili
03/01/2026 • Adriana Amodeo
IL VERO CONFLITTO NON È TRA DUE PERSONE: È TRA DUE MINACCE INTERNE

Tutti credono che le relazioni crollino per ciò che ci si dice. Ma il vero motivo è che quasi nessuno guarda il livello giusto. Tu guardi la conversazione. Il tuo partner guarda la conversazione. Ma è il corpo a decidere come finirà. Sempre Perché prima ancora che tu risponda, prima ancora che tu scelga le parole… succede una cosa invisibile. Il sistema nervoso valuta: “Sono al sicuro o sono in pericolo?” E se la risposta è “in pericolo”, non importa quanto tu sia intelligente, consapevole, “brava a comunicare”. Scatta l’allarme. E quando c’è allarme non si cerca connessione: si cerca sopravvivenza. Ecco perché ti ritrovi a dire frasi che non ti rappresentano. Ecco perché ti ritrovi a chiuderti quando non vorresti. Ecco perché una discussione che doveva essere normale diventa una guerra. Il vero conflitto non è tra due persone. È tra due minacce interne che si attivano nello stesso momento. E queste minacce colpiscono in tre aree ben precise: L'AREA DEL VALORE (autostima, dignità) Ti basta una parola, un tono, una sfumatura. Non senti più la frase: senti l’attacco a te stessa. Magari l’altro dice: “Sei sempre la solita.” E il tuo corpo non ascolta più. Interpreta così: “Non valgo. Sono sbagliata. Devo difendermi.” Da lì scattano: giustificazioni (“Non è vero, ti spiego!”), rabbia (“Ma tu allora?”), chiusura (“Ok, come vuoi”), gelo. Non stai rispondendo al partner. Stai rispondendo alla ferita più antica della tua storia: quella che ti fa sentire “sbagliata” quando vieni giudicata. COME LO RICONOSCI (segnale nel corpo) • caldo improvviso / faccia che brucia • bisogno urgente di dimostrare che hai ragione • rigidità nel petto o nella gola LA FRASE-ANCORA (10 secondi) “Mi sono sentita sminuita. Possiamo restare sul tema senza giudicarci?” L'AREA DELLA SICUREZZA IN AMORE (paura dell’abbandono, rifiuto) Qui non ti senti “attaccata”. Ti senti in bilico. Ogni distanza, ogni incertezza, ogni ambiguità, fa crollare il senso di sicurezza. L’altro risponde tardi. È freddo. Cambia tono. Dice “ne parliamo dopo” e tu senti “non mi vuoi”. Il corpo dice: “Sto per perderlo. Sto per essere lasciata indietro.” E la mente corre: controlli (“mi ami?” travestito da domande), richieste di conferme, ansia, tensione, bisogno di chiarire subito. Non vuoi invadere l’altro. Stai cercando un appiglio per non cadere. COME LO RICONOSCI (segnale nel corpo) • stomaco vuoto o chiuso • pensiero ossessivo (“e se…” “e se…” “e se…”) • urgenza: “adesso o mai più” LA FRASE-ANCORA (10 secondi) “Mi sto allarmando perché ho bisogno di sentirti vicino. Possiamo darci un momento e poi parlarne?” L'AREA DEL POTERE/AUTONOMIA (controllo, libertà) Qui il pericolo è un altro: perdere te stessa Ogni pressione, aspettativa o richiesta viene letta come invasione. L’altro dice: “Dovresti…” “Devi…” “Perché non fai…” e il tuo corpo non sente una richiesta: sente un cappio. La reazione è immediata: irrigidirsi, chiudersi, scalciare via il peso, respingere. Il corpo dice: “Se cedo, sparisco. Se mi piego, mi perdo.” Non è egoismo. È autonomia che protegge la propria identità. COME LO RICONOSCI (segnale nel corpo) • mascella serrata • fastidio immediato, irritazione • bisogno di dire “basta” o “lasciami in pace” LA FRASE-ANCORA (10 secondi) “Così mi sento invasa. Ti ascolto meglio se trasformiamo questa richiesta in una proposta.” Ecco il punto centrale (quello che salva le coppie): Il problema non è ciò che vi dite. Il problema è che state combattendo due minacce interne completamente diverse. Tu stai difendendo la tua ferita. Il partner sta proteggendo la sua. Nessuno sta litigando sul contenuto. Entrambi state litigando per la sopravvivenza emotiva. Le relazioni, spesso, non si rompono per mancanza di amore. Si rompono quando i trigger guidano la conversazione al posto vostro. E la svolta non è “trovare le parole perfette”. È riconoscere il trigger mentre nasce. Perché se lo riconosci in tempo, puoi fare la cosa più adulta di tutte: rallentare. E quando rallenti, torna la scelta. Torna l’amore. Torna la possibilità di non farvi male. Adriana